Recensione di settembre. Biglietto blu, Sophie Mackintosh
In questa realtà distopica, in una società immaginaria, la vita delle ragazze è decisa da una improbabile lotteria, che riceveranno un biglietto blu o uno bianco. Nel primo caso, la fanciulla sacrificherà tutta la sua vita alla carriera senza la possibilità di formarsi una famiglia, nel secondo non potrà mai avere accesso a una professione e dovrà votarsi interamente a essere madre. Però Calla, una biglietto blu, prova un sentimento oscuro, che la guiderà verso un destino contrario a quello che la sorte aveva deciso per lei. La Grazia dei libri vi racconta Biglietto blu, di Sophie Mackintosh.
Descrizione
Da bambina, molto prima che le fosse consegnato il biglietto blu che porta nel medaglione, Calla conosceva già le regole della lotteria. Quando arrivano le prime mestruazioni, le ragazze sono convocate per estrarre il proprio biglietto: bianco significa matrimonio e figli; blu, invece, tutto il resto. Da quel momento le due categorie conducono esistenze separate. L'assegnazione della sorte è legittima e inappellabile. Ora che è una donna adulta, con una solida carriera e una vita sociale tanto intensa quanto fatua, Calla sospetta che le possibilità promesse alle biglietto-blu non siano poi così sconfinate e allettanti. Da un po' di tempo pensa sempre più spesso – e con bramoso trasporto – a carrozzine, latte caldo e manine paffute di bebè. Nonostante la maternità sia appannaggio esclusivo delle biglietto-bianco, e non abbia quasi nessuna conoscenza in merito, Calla sente che nel suo corpo si agita un sentimento oscuro, un desiderio accecante che mostra un'unica, rischiosa, strada percorribile. E proibita. Quando la sua gravidanza clandestina viene scoperta, Calla è costretta alla fuga. Con i pochi oggetti di un kit di sopravvivenza come unico bagaglio, questa sovversiva biglietto-blu intraprende un viaggio spericolato per non rinunciare al diritto di diventare madre. Presto si accorge anche di non essere sola nella sua lotta. Sul cammino, infatti, Calla incontra altre donne che, come lei, non vogliono arrendersi a un destino imposto e si ribellano servendosi dell'arma più potente: la scelta.
Recensione
Quando ho letto la trama di questo libro, ho pensato che potesse offrirmi degli interessanti spunti di riflessione perché, seppur ambientato in una società immaginaria, sembra essere quasi una metafora della nostra.
Una realtà distopica, speculare, dove però non si ravvisa alcuna evoluzione, anzi: ancora una volta, le donne finiscono nel centro del mirino. Viene toccato un tema fondamentale e molto attuale: avere o meno figli. O meglio, la scelta di averli o no.
In questa società, il destino delle donne viene affidato al caso, simboleggiato da una lotteria, ovvero un sistema che distribuisce dei bigliettini che decreteranno la direzione della vita di ogni adolescente, alla comparsa della prima mestruazione: biglietto blu, donna dedita esclusivamente alla carriera, e biglietto bianco, cioè solo casalinga, moglie e madre.
La protagonista della storia, Calla, è una biglietto blu. Tutto inizia quando quello che lei chiama sentimento oscuro, che potrei definire come una sorta di spirito di ribellione, comincia a fare capolino dentro di lei e decide di rimuoversi da sola la spirale intrauterina, dispositivo contraccettivo inserito di prassi alle future lavoratrici. Il suo desiderio, contrariamente a quanto deciso dalla lotteria, è quello di maternità.
Ho trovato Calla un personaggio molto sfaccettato, pieno di sentimenti conflittuali, insicurezza e paura, ma anche tanta determinazione. Alla fine, riesce nel suo intento: concepisce un figlio con un uomo che, però, non ha alcuna intenzione di occuparsi di lei. Il suo medico personale, dopo il suo netto rifiuto ad abortire, le suggerisce quindi di fuggire, se non vuole essere arrestata.
Così, ha inizio il suo lungo errare in condizioni di fragilità e povertà, dove tutto è una incognita, soprattutto l'identità di quel bambino che le scalcia dentro, e che costituirà per tutto il romanzo un'identità astratta, ma sempre viva e presente. Il plot entra nel vivo quando, nel bagno di un locale. Calla incontra Marisol, un'altra biglietto blu in fuga alla disperata difesa del suo diritto di scegliere, e successivamente di altre donne che vogliono riappropriarsi della loro esistenza.
Viviamo in una società dove sulle donne pesa il giudizio per qualunque scelta: chi decide di dedicarsi solo alla carriera viene considerata egoista, cattiva e arrivista. Chi, invece, ha come vocazione essere madre e moglie, viene additata come retrograda, senza alcuna ambizione. Ebbene, mi sembrava costruttivo offrire anche l'altro punto di vista, ovvero indagare sulle motivazioni e le inclinazioni di chi anela alla maternità, ma soprattutto il diritto di scegliere per sé.
Il fulcro importante di questo libro, è proprio la rivendicazione, qualcosa di viscerale che smuove l'animo, che non può essere ignorato, che spingerà a commettere errori, azioni sconsiderate, ma che alla fine porterà al coronamento della propria vita. Non proprio come le protagoniste la immaginano, poiché schiacciate dal sistema, ma sicuramente delle piccole rivoluzioni.
Un libro ben scritto, con lessico asciutto e a tratti crudo, ma emotivamente molto ricco e con sfumature ragionevolmente drammatiche.
Naturalmente, lo consiglio!
Voto ⭐⭐⭐



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