Recensione di giugno. Donne che comprano fiori, Vanessa Monfort
Cinque donne, cinque diversi modi di amare che si incontrano presso un negozio di fiori di Madrid, e condividono i loro piccoli drammi quotidiani. Le diversità le aiuteranno a scoprire se stesse e aiutarsi a vicenda. Victoria, Marina, Gala, Casandra e la proprietaria, Olivia, identificate attraverso le loro "sindromi", inizialmente acquistano fiori per altri (uomini), ma a un certo punto accade una metamorfosi in ognuna di loro. The Bookness vi racconta delle Donne che comprano fiori, di Vanessa Monfort
Descrizione
Nel negozio di Olivia, nel quartiere più bohémien di Madrid, all'ombra di un olivo centenario, si incrociano le vite di cinque donne che comprano fiori. Tutte all'inizio lo fanno per gli altri, mai per sé: Victoria li compra per il suo amante segreto, Casandra per ostentarli in ufficio, Aurora per dipingerli e Marina per una persona che non c’è più. Dopo la perdita del marito, infatti, Marina si sente completamente smarrita. Mentre cerca disperatamente un modo per rimettersi in piedi, si imbatte per caso in Olivia e accetta di lavorare nel suo Giardino. Lì conoscerà altre quattro donne, molto diverse tra loro, ma che, come lei, stanno attraversando un momento cruciale della propria esistenza... Un viaggio nei sogni e nei desideri delle donne di oggi, alla conquista dell’indipendenza.
Recensione
Acquistare fiori è un gesto gentile che, solitamente, si fa per gli altri e raramente per sé. Ed è una metafora delicata ed efficace per queste cinque donne che si conoscono proprio dentro un negozio di fiori a Madrid, la cui proprietaria è Olivia. Tutte le protagoniste della storia li acquistano per qualcuno. Il Giardino dell'Angelo diventa quindi un rifugio per Victoria, che li sceglie per il suo amante, Casandra, che se li spedisce in ufficio perché le è stato suggerito di dover dimostrare la presenza di qualcuno nella sua vita, Gala, che ama le avventure senza impegno, Aurora per dipingerli e Marina, la voce narrante del racconto, per il suo defunto marito. A ognuna di loro è abbinato un fiore, in base alle caratteristiche della personalità.
Sarà lei a presentarci tutte le donne di questa storia, identificandole con delle "sindromi" che caratterizzano la loro maniera di amare. In particolare, definisce la sua la sindrome del co-pilota, ovvero una posizione di eterna subordinazione che una donna avrebbe verso un uomo, cioè una dipendenza affettiva, amore e sensi di colpa che emergono in un flusso di coscienza durante un viaggio che intraprenderà sull'imbarcazione Peter Pan, di proprietà del coniuge, per depositare le sue ceneri a Tangeri, come lui desiderava.
Questo viaggio è una metafora di una sfida, per dimostrare a se stessa che può vivere anche senza di lui, nonostante il suo fantasma le appaia e si insinui nei suoi pensieri. Il suo spaesamento è dovuto da una mancanza di autonomia nelle decisioni. A causa della sua educazione fintamente progressista, Marina ha imparato sì a essere indipendente, ma sempre sacrificabile, perché "chi ha il timone è sempre l'uomo". Il suo margine di crescita e affermazione è stato sempre condizionato da una percezione ambigua di se stessa nei rapporti, quindi si assicurava sempre di legarsi a persone che non l'avrebbero mai abbandonata, perché solo loro potevano darle conferma del suo valore.
A un certo punto, però, per ognuna di loro ci sarà una metamorfosi, descritta in modo metaforico dalla presenza di un piccolo bozzolo attaccato a una pianta del negozio: grazie a dei punti di rottura nelle loro vite, prenderanno consapevolezza dei limiti del loro modo di amare. Cominceranno a reagire, a sentirsi soggetti, e non più oggetti, delle loro relazioni sentimentali. Capiranno che non è loro responsabilità guarire il partner, né possono trasformare la propria sofferenza in uno stile di vita, e che non hanno bisogno di un compagno per realizzare i loro sogni.
E, così, iniziano a vivere per se stesse.
Il lessico è scorrevole, a tratti imprevedibile, come la traversata di Marina e la sua nuova vita senza il suo pilota. Tuttavia, ha una struttura narrativa un po' confusionaria, con diversi salti temporali che possono confondere, e un eccesso di introspezione che, in alcuni punti, appesantisce un po' la narrazione. Comunque, è una lettura gradevole che offre anche degli spunti di riflessione.
Un libro dalle tematiche molto attuali sulla complessità delle relazioni, il ruolo delle donne nei rapporti basato su stereotipi di genere da una parte, ma anche una certa libertà dei costumi sessuali di ambosessi dall'altra, con la presenza di amanti e intrecci sentimentali che diventano piccoli colpi di scena.
Voto ⭐⭐⭐


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